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20 anni dalla legge 285

A Napoli per partecipare all’incontro sui 25 anni della legge a tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza voluta e realizzata dall’On. Livia Turco. Un piacere poterla incontrare e complimentarmi con lei per il lavoro svolto. Il grande cambiamento culturale, avviatosi con l’attuazione della Legge, ha permesso di gettare le basi per un’operazione di costruzione di una rete che, stabilmente, si confronta e condivide programmi e idee, cercando punti di convergenza e soluzioni per contrastare la povertà, la violenza, l’emarginazione sociale dei minori. Spetta a noi adulti, alle Istituzioni di ogni grado e livello, assicurare e tutelare i diritti dei bambini e dei ragazzi mettendoli in condizioni di vivere la leggerezza propria della loro età. Un dovere di tutti, cui non possiamo sottrarci!

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Giornata internazionale diritti infanzia e adolescenza: massimo impegno per raggiungere un obiettivo che appartiene a tutti

Il 20 novembre si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nella data in cui la Convenzione venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1989. Un documento di portata storica perché per la prima volta è stato affermato, in modo chiaro, che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti del mondo sono portatori di diritti specifici che devono essere riconosciuti e garantiti. A questi fondamentali principi bisognerà dedicare, ancora di più, il massimo impegno per garantire l’attuazione dei superiori diritti dei bambini e degli adolescenti. Si tratta di un obiettivo che non appartiene solo alla politica ma ad ognuno di noi perché parlando di questo si parla del futuro. Un futuro costruito nel rispetto di diritti propri di una certa fase della vita, la più delicata, creativa, importante è sicuramente un futuro migliore.

Lavoro: sgravi contributivi per i datori di lavoro che prevedano istituti specifici di conciliazione tra vita professionale e privata nei contratti aziendali

“Con questo intervento il Governo rafforza ulteriormente le possibilità, per le lavoratrici e per i lavoratori, di accedere a misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata, valorizzando il ruolo della contrattazione aziendale nella promozione e nella tutela dei diritti”.
La Sottosegretaria al lavoro, On. Franca Biondelli, commenta così il decreto, firmato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, e dal Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, che attua la misura sperimentale prevista dal decreto legislativo 80/2015, riconoscendo sgravi contributivi ai datori di lavoro privati che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori.
All’attuazione dell’intervento definito dal decreto, che dovrà essere registrato dalla Corte dei Conti, sono destinati complessivamente circa 110 milioni di euro per il biennio 2017 e 2018, a valere sul Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello.
Il decreto recepisce le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate da un’apposita Cabina di regia presieduta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei Dipartimenti per la famiglia, per le pari opportunità e della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze.
Per accedere agli sgravi contributivi i datori di lavoro dovranno aver sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali che prevedano l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni vigenti.
Il beneficio potrà essere riconosciuto ai contratti collettivi aziendali sottoscritti e depositati a decorrere dal 1° gennaio 2017 e non oltre il 31 agosto 2018, nei limiti e con le modalità stabilite nel decreto stesso.
Considerato il carattere sperimentale della misura, il decreto individua criteri di accesso al beneficio che possano favorire la più ampia partecipazione dei datori di lavoro interessati.