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Giornata internazionale diritti infanzia e adolescenza: massimo impegno per raggiungere un obiettivo che appartiene a tutti

Il 20 novembre si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nella data in cui la Convenzione venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1989. Un documento di portata storica perché per la prima volta è stato affermato, in modo chiaro, che tutti i bambini, le bambine e gli adolescenti del mondo sono portatori di diritti specifici che devono essere riconosciuti e garantiti. A questi fondamentali principi bisognerà dedicare, ancora di più, il massimo impegno per garantire l’attuazione dei superiori diritti dei bambini e degli adolescenti. Si tratta di un obiettivo che non appartiene solo alla politica ma ad ognuno di noi perché parlando di questo si parla del futuro. Un futuro costruito nel rispetto di diritti propri di una certa fase della vita, la più delicata, creativa, importante è sicuramente un futuro migliore.

Lavoro: sgravi contributivi per i datori di lavoro che prevedano istituti specifici di conciliazione tra vita professionale e privata nei contratti aziendali

“Con questo intervento il Governo rafforza ulteriormente le possibilità, per le lavoratrici e per i lavoratori, di accedere a misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata, valorizzando il ruolo della contrattazione aziendale nella promozione e nella tutela dei diritti”.
La Sottosegretaria al lavoro, On. Franca Biondelli, commenta così il decreto, firmato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, e dal Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, che attua la misura sperimentale prevista dal decreto legislativo 80/2015, riconoscendo sgravi contributivi ai datori di lavoro privati che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori.
All’attuazione dell’intervento definito dal decreto, che dovrà essere registrato dalla Corte dei Conti, sono destinati complessivamente circa 110 milioni di euro per il biennio 2017 e 2018, a valere sul Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello.
Il decreto recepisce le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate da un’apposita Cabina di regia presieduta dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e composta da rappresentanti dei Dipartimenti per la famiglia, per le pari opportunità e della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze.
Per accedere agli sgravi contributivi i datori di lavoro dovranno aver sottoscritto e depositato contratti collettivi aziendali che prevedano l’introduzione di misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalle disposizioni vigenti.
Il beneficio potrà essere riconosciuto ai contratti collettivi aziendali sottoscritti e depositati a decorrere dal 1° gennaio 2017 e non oltre il 31 agosto 2018, nei limiti e con le modalità stabilite nel decreto stesso.
Considerato il carattere sperimentale della misura, il decreto individua criteri di accesso al beneficio che possano favorire la più ampia partecipazione dei datori di lavoro interessati.

Da oggi la lotta alla povertà e il Reddito di inclusione sono legge dello Stato

Da oggi la lotta alla povertà e il Reddito di inclusione sono legge dello Stato
Al via la rete nazionale per l’inclusione e la protezione sociale, infrastruttura stabile per la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sociali

Roma, 29 agosto 2017 – Da oggi la lotta alla povertà e il Reddito di inclusione sono legge dello Stato. Per la prima volta il nostro Paese ha uno strumento permanente di contrasto alla povertà fondato sul sostegno al reddito e sull’inclusione sociale. Uno strumento che impegna tutte le istituzioni e le comunità locali a stare al fianco dei più deboli. “Sono soddisfatta – ha commentato il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Franca Biondelli – in questi mesi il Governo ha lavorato molto per raggiungere questo risultato. Ho seguito da vicino i tanti passaggi cruciali per la definizione dell’intervento insieme al Ministro Poletti. Tutte le parti sono consapevoli che ancora vi sia molto da fare e che questo risulta essere un primo passo mai effettuato da nessuno fino ad ora. Non si tratta di misure assistenzialistiche, bensì di sostegno ai nuclei familiari destinatari a cui verrà stilato un progetto personalizzato che li accompagni poi verso un’autonomia”.
Con questo provvedimento è stato rispettato l’impegno di rendere operativo l’esercizio della delega prima dei sei mesi previsti, per dare risposta quanto prima ai cittadini in difficoltà con uno strumento che abbiamo costruito attraverso un rapporto di dialogo e di positiva collaborazione con le associazioni rappresentate dall’Alleanza contro la povertà ed un confronto fattivo con il Parlamento. Il REI rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito. Il REI, che potrà essere richiesto a partire dal 1° dicembre, è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, in quanto si fonda sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sull’affiancamento al sussidio economico di misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi. Insomma, non una misura assistenzialistica, un beneficio economico ‘passivo’, in quanto al nucleo familiare beneficiario è richiesto un impegno ad attivarsi, sulla base di un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che accompagni il nucleo verso l’autonomia. Al Reddito di inclusione, attraverso le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale e quelle derivanti dalla razionalizzazione degli strumenti esistenti di contrasto alla povertà, sono destinati 1 miliardo e 845 milioni di Euro, incluse le risorse per rafforzare i servizi, si aggiungeranno poi altre risorse fino a raggiungere un totale di oltre 2 miliardi di euro l’anno dal 2019. Il decreto approvato oggi rappresenta anche l’avvio di una rete nazionale. Solo facendo rete con tutte le istituzioni territoriali si potrà dare una risposta condivisa ed efficace ai bisogni diversi ed in rapida evoluzione dei cittadini.