Il “registro dei tumori” approvato all’unanimità

Oggi alla Camera dei Deputati è stato approvato all’unanimità, il Disegno di legge che prevede l’istituzione della rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza per malattie oncologiche ed infettive. Il testo approvato accorpa 7 Disegni Di legge. Come ha sottolineato l’On. Mario Marazziti Presidente della XII Commissione della Camera, si porta così a compimento un percorso iniziato lo scorso 9 maggio 2013 quando alla Camera dei Deputati è stato presentato il Disegno Di Legge numero 913, inerente a questa tematica, a prima firma Franca Biondelli. “Non posso che esprimere grande soddisfazione per il risultato che è stato ottenuto – ha dichiarato l’On. Biondelli – l’approvazione all’unanimità del testo unificato sta ad indicare quanto fosse importante ed urgente questo provvedimento. Lo richiedeva a gran voce la comunità scientifica nonché tutti i cittadini. Ringrazio il Parlamento per la sensibilità dimostrata, le associazioni di volontariato che hanno supportato il percorso della legge e, ovviamente la comunità scientifica per il grande apporto offerto. Nel 2013 fu presentato un DDL che raccoglieva progetti avviati nel 2012”. Con questa legge si è provveduto a creare la rete dei registri nazionali e regionali, nonché dei sistemi di sorveglianza. In precedenza questi registri, esistevano solo in base volontaristica. Da questa piccola esperienza si è ampiamente dimostrata l’utilità si un sistema di sorveglianza della malattia oncologica. I registri dei tumori raccolgono, valutano, organizzano, archiviano in modo continuativo e sistematico le informazioni più importanti su tutti i casi, le relative variazioni territoriali e temporali, i tassi di mortalità ed altri dati importanti capaci di fornire così un indicatore fondamentale della qualità dei servizi diagnostici e terapeutici nei diversi territori. I registri sono strumenti indispensabili per l’organizzazione e la valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione primaria in aree o popolazioni ad alto rischio e per indicare in modo dinamico quali aree della prevenzione primaria rafforzare.